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Franco Provenzale

Il concetto di "Occitania"

La teoria nazionalista "occitana" e la "lingua occitana normalizzata"

Negli anni del dopoguerra si giunge all'astrattismo fuori dai tempi. Soprattutto fuori d'una visione europea dei popoli. Siamo ai margini d'un neo-razzismo, per quanto oggi mascherato di indispensabile compromesso.
In questo quadro socio - culturale, ma in anni tardivi (metà 1900), venne affiorando la diversa denominazionòoccitanica" o, peggio, "lingua occitana normalizzata", idioma mai esistito, poichè il territorio del Sud Francia, indicato come detentore di talòlingua", non ha mai avuto una unità geografica e socio-linguistica, se non con riferimento alle varie lingue regionali (provenzale, linguadociano, Guascone... ) di ceppo neolatino.
Prima il nuovo termine rappresentò una voce sporadica, poi emerse più frequentemente. Ma contemporaneamente emersero anche le motivazioni del suo impiego da parte dei gruppi circoscritti.
Si tratta di motivazioni che esulano decisamente dall'ambito storico-culturale, si rifanno a tardive rivendicazioni nazionalistiche, estranee alla cultura ed alla realtà storica ed individuano un ipotetico "Grande Occitania" , "Nazione occitana", "Stato Occitano" esteso dalle Alpi ai Pirenei, nel Sud Francia, a cui è stato abbinato, appunto, il concetto di "lingua occitana normalizzata" Teorico di tale pensiero è stato François Fontan.
L'intellettuale fondatore del P.N.O. - Partito Nazionalista Occitano - negli anni '70 venne espulso dalla Francia e si stabilì in Piemonte per alcuni anni. La sua ideologia nazionalista, a forti tinte razziste, ispirò il M.AO. (Movimento Autonomista Occitano in Italia). Dopo numerose prove elettorali negative, il gruppo parve sciogliersi e risulta oggi autodenominato "Ousitanio Vivo", "Chambra d'Oc".
Una associazione culturale che si adopera per diffondere, in modo assai schermato, le dottrine del maestro. Altri attivisti ec MAO, agiscono quali eletti di piccoli comuni o presenti in Comuità Montane, portando avanti all'interno della macchina amministrativa, il pensiero del maestro François Fontan.
Per quanto esplorata pazientemente, la storia non rivela, nemmeno vagamente, l'esistenza nei secoli d'una "nazione occitana". A maggior ragione, meno che mai d'uno "Stato occitano" o "Occitania" e di conseguenza d'una "lingua occitana".
Affermazioni e rumori oggi intesi a dismostrarlo, tradiscono dunque, in primo luogo la storia, la verità storica: per comoda ignoranza di essa, ma soprattutto per pretestuoso disegno ideologico. Disegno di nazionalismo estremista, condito dei soliti slogan che puzzano di regime: "decolonizzazionò, "indipendenza".