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Evoluzione delle Borgate Montane

La situazione demografica era nel 1901 di 4328 residenti, già dimezzata 50 anni dopo e ridotta a 381 nel 1989. Oggi gli abitanti veri sono poco più di 200. Le sedi scolastiche nell'anno 1930/31 erano 10, con circa 400 alunni, ridotte ad una sola pluriclasse con 11 alunni nel 1979/80. Oggi rimangono residenti alcuni bambini in età scolare che, trasportati in scuolabus, raggiungono ogni giorno le scuole elementari nel capoluogo.
Nel 1941 esistevano ben 6 parrocchie; oggi solo a Mocchie e Laietto si celebra la Messa di Domenica.
Le comunità montane si esprimevano in un patois franco-provenzale, che ancora adesso è parlato sia in montagna che a Condove da chi è sceso al piano.


Emigrazione ed esodo

Già dai primi anni del ' 900 molti giovani iniziarono ad emigrare verso la Francia, dove stavano nascendo le prime fabbriche della seta, e verso il fondovalle verso i primi cotonifici. Questo per sfuggire ad una condizione economica che spesso non riusciva a garantire neppure la sopravvivenza.
Dai registri di una fabbrica metalmeccanica di Lyon , ad esempio, risulta che il 35% degli operai erano originari delle borgate di Mocchie e Frassinere : su 65 uomini, ben 43 venivano dalle borgate alte della Valle del Gravio sotto il Comune di Frassinere .
Successivamente , dopo la seconda guerra mondiale, che coinvolse pesantemente anche questi territori, lo sviluppo industriale nel fondovalle, specialmente a Condove con le Officine Moncenisio, iniziò a rappresentare per i contadini della montagna una fonte di reddito ben migliore di quella garantita dallo sfruttamento dei campi montani, ulteriormente diminuito dal frazionamento ad ogni passaggio generazionale: fu così che le borgate montane furono teatro di un vero e proprio esodo verso il fondovalle ed i Paesi limitrofi, che si può considerare terminato già verso la metà degli anni '70.


Economia montana

Le comunità delle borgate si reggevano su un'economia di tipo rurale, della quale sono ancora visibili le tracce: terrazzamenti fatti per strappare alla montagna i miseri campi dove coltivare cereali e patate, quest' ultime rinomate soprattutto per Mocchie e Frassinere ; il grano e la segale erano coltivati fino a Prato del Rio (m. 1363), e a quote inferiori anche il mais.
Universalmente diffusa la pastorizia, con la produzione di formaggi.
Altra risorsa economica era rappresentata dallo sfruttamento del legname, sia per legna da costruzione che da ardere, sia per la preparazione del carbone di legna (sono ancora visibili le piazzole dove venivano allestite le carbonaie).
A partire dal capoluogo, risalendo lungo i torrenti, si trovavano i mulini, adibiti alla macinazione dei cereali, ai quali spesso erano abbinati laboratori di fucina o falegnameria, che soddisfavano così la richiesta di manufatti di base delle popolazioni montane; solo nella Valle del Gravio , se ne potevano contare circa una decina agli inizi del secolo: uno di questi, ottimamente conservato, situato nei pressi della Borgata Tugno (m .935 ), sarà ristrutturato ed adibito a museo.
I prodotti dell'economia locale venivano conferiti al Mercato settimanale del Mercoledì presso Condove.





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